Home Page Ultimo aggiornamento: 20/10/2015


LBFItalia è la prima associazione a livello nazionale per la divulgazione della pesca a fondo alla maniera anglosassone (ledgering) in tutte le sue varianti, comprese quelle specialistiche rivolte alla cattura del barbo di taglia (barbel fishing). Se vi affascina l'opportunità di catturare pesci di ogni tipo, in tutte le stagioni, con tecniche efficaci, con esche tradizionali o alternative, visitate questo sito...
LBFItalia è quello che fa per voi!



Perché il ledgering?

Parole e pensieri in libertà.

by Sergio Farina

Mi sono reso conto che negli ultimi due anni ho pescato praticamente solo a ledgering, ma perché il ledgering?

Il ledgering non ha l'aristocratica eleganza del fly, non ha la millimetrica precisione dello spinning, non ha l'adrenalinica prepotenza del carp fishing. Non ha la maniacale precisione dei gesti della match rod, non ha la metodica accuratezza della passata... è una pesca rude, agreste, grezza. È una tecnica per chi azzanna la sponda e mangia la sessione a grossi morsi, sbiascicando e ruttando, sporcandosi le mani di terra e sguazzando nell'acqua. Non ha la meccanica ripetitività della roubasienne, è una pesca per chi vive la pesca senza mezze misure, non preoccupandosi delle unghie sporche o della puzza di pastura. È la pesca di chi ha i bigattini sparsi in macchina e, quando si trasformano in mosche, si limita ad abbassare i finestrini. Non ha il fashion dello spinning, è la pesca di chi pesca con i jeans strappati e la felpa fuori moda. Non è un piatto di risotto agli scampi ma il panino con la frittata della nonna. Non è un brano lirico ma un sano e passionale valzer da balera, Non è un SUV tirato a lucido con gli interni in pelle ma un'utilitaria scarburata con le ammaccature sul paraurti.

È una pesca che sa di spontaneità, una pesca che odora di buono come il pane appena sfornato, che vive di cose semplici come il sorriso di un bambino, è una pesca che ha un'anima e che non guarda l'età, il portafoglio o l'esperienza di chi la pratica. È una pesca senza paraventi, maschere o atteggiamenti di facciata, solo un tip fra pescatore e il pesce, è la pesca di chi respira a bocca aperta e di chi sbadiglia senza mettersi le mani davanti la bocca, è la pesca di chi mangia un piatto di amatriciana e si pulisce la bocca con la manica della camicia, è la pesca di chi mangia il pollo con le mani o di chi beve una 0.4 d'un fiato, è una pesca spontanea e plebea ma che regala pesci aristocratici... è una pesca che mi somiglia, è una pesca che sa di me, pescatore di campagna dentro e assolutamente servo di fronte allo spettacolo del fiume e della Natura.







Storie di un Raduno

Il Raduno con gli occhi del Presidente

Mi piace farlo. Amo dedicarmi al 100% all'organizzazione di questi eventi. Vivo, come è giusto che sia, quello stato di responsabilità, misto al desiderio di fare bene. Ci tengo che le cose riescano e che tutto quello che è nel nostro potere sia fatto nel migliore dei modi. Sul meteo non ho potere e mi abbandono al volere degli Dei, ma dove posso curo i dettagli, ci tengo a non lasciare troppe variabili al caso. Desidero ardentemente che tutti i partecipanti siano soddisfatti. Cerco di prendermene cura, anche quando alcune variabili sfuggono alla mia comprensione.
A poche ore dalla partenza controllo che tutto fili liscio, stampo le liste dei partecipanti alla cena, di quelli che intendono partecipare alla Coppa delle Sezioni. Faccio una lista di quello che devo caricare in macchina per evitare di dimenticarmi dei pezzi. Le coppe ci sono, sono arrivate soltanto l'altro ieri ma ci sono, e posso così appiccicare la terza delle quattro targhette con il nome della sede che ha vinto la seconda edizione della gara, nata per ricordare il nostro amico Eugenio. I gadget ci sono, lo striscione pure, e quest'anno mi permetto di caricare anche la mia roba da pesca, solo uno sgabello, la nassa per la gara e poi solo l'indispensabile. Sarà pure una forzatura per me partecipare a questa gara ma, come risvolto positivo so già che almeno per quelle tre ore pescherò!

Il primo approccio al Raduno è solo gioia. Sono abbracci, strette di mano, la felicità di sentire, non attraverso un telefono, la parlata in romanesco di Luigione, l'abbraccio di Geppa, gli intercalari pavesi di Rubè, Cisco che prende in giro Mauri, Raffa che stappa una birra alle 8:30 del mattino, i Pavesi, i ragazzi di Oglio e Serio, la compagine di Basso Po, per la prima volta i Milanesi, Adda quasi al completo, i Ticino Boys, Basso Adda, Calendasco, Roma... Un saluto a Giorgio e al Presidente dei Ninfa, e poi via al lavoro, si scaricano gli scatoloni, appendi lo striscione, spunta le liste, quadra gli ingressi, i biglietti della lotteria, cerca questo e quello da dare a tizio e caio, e giù a parlare di pesca, della nostra passione, insomma una roulette che gira e che non si ferma.
Abbiamo persino modo di incontrare Fabrizio del team LBFItalia, venuto apposta per fare due chiacchiere sul futuro dei rapporti tra Team e Associazione

La gara prende vita intorno alle 13:30, lasciamo ovviamente le pretese agonistiche ai campioni ed entriamo nella parte. “C'è ed è bella” dice Rubè, “si slama, si slama” risponde quell'altro. e gli sfottò di quelli più rilassati riescono a strappare un sorriso anche a quelli più concentrati. Chi più e chi meno quasi tutti si divertono in queste tre ore di gara.
Il pomeriggio corre via, dopo la premiazione che vede consacrare una coppia davvero forte della Sezione di Reggio Emilia, nemmeno il tempo di una birra e siamo già in riunione, consiglieri e presidenti, a discutere in merito ad alcune recenti situazioni.
Poi veloce spunta dei premi per la lotteria della sera e via a farsi una bella doccia.

Andiamo a cena, e mentre i soci prendono posto, dividiamo i premi per la lotteria, vendiamo e pieghiamo i talloncini dei biglietti venduti. Siamo in una tensostruttura del Comune con tanto di palco e microfono (e per i fedelissimi un tv che trasmette la finale di coppa Italia), sono state allestite ben quattro tavolate, per un totale di oltre cento persone compresi alcuni Sanpolesi.
Non ci facciamo mancare proprio niente da queste parti. Un'accoglienza incredibile, quasi una festa di Paese. Da qui in avanti ci meritiamo un brindisi a testa, una cena succulenta e poi si parte con la lotteria. Nel frattempo, tra i tavoli, si arriva al momento degli amari : il limoncello di Luigi, la crema di limoncello di Guglielmo, e il benedetto San Simone dei piemontesi.
Geppa, Paolone, Rubè e due bimbetti simpaticissimi animano la serata ed è ancora gioia, risate, prese in giro per chi ha ricevuto più premi. Ma non solo, c'è anche spazio per qualche momento più serio e commovente. Vi assicuro che una volta tornati al B&B non ho impiegato più di trenta secondi a prendere sonno, dopo una giornata così. Ed era proprio così che la volevamo questa giornata.

L'indomani siamo tutti più tranquilli, e mentre i soci si spargono per i tre laghi, la riunione del CDN va costruttivamente per le lunghe. Il Consiglio è al completo, Claudio, Marco, Luigi, Rubè, Paolone, e finalmente dopo qualche anno di latitanza dalla vita pubblica Carlo. Ora ce lo siamo proprio meritato un sacchetto di Gnocco fritto e una birra ghiacciata no? Ci ritroviamo da lì a poco in un'altra tavolata doppia, all'ombra di un bell'albero sull'erbetta tagliata all'inglese a gustare le specialità locali. Si ride, si scherza, in pratica si caricano le pile...

Nel viaggio di ritorno, calata l'adrenalina dell'organizzazione, si ripercorre mentalmente tutto quanto. E' volato ma ce lo siamo goduto. E' andato tutto liscio. Uff... respiro e penso che da domani possiamo già pensare al Raduno del prossimo anno! Questo XII è stato proprio un bel Raduno. Da portarsi a casa per i giorni confusionari e frenetici sul lavoro, per pensare con più ottimismo al futuro dell'Associazione che da qui a pochi mesi rimetterà tutto in discussione deponendo le principali cariche e provvedendo a nuove elezioni. Cosa ci aspetta nell'immediato futuro? Solo chi continuerà a credere in questo progetto potrà rispondere.

Grazie a tutti i partecipanti che hanno "onorato" con la loro presenza l'organizzazione del Raduno, a quelli che non mancano mai, a quelli che si sono fatti coinvolgere per la prima volta, a tutti quelli che hanno collaborato per la buona riuscita dell'Evento, all'Apsd Sampolese, all'Unione Sportiva Barcaccia, a Paco Pesca, ad Eugenio che ci ha appoggiato ancora una volta dall'alto.

Daniele Ario - Presidente LBFItalia




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